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MACEDONIA POPOLAZIONE: 1.999.000 SUPERFICIE: 25.713 kmq RELIGIONE: Ortodossi:66,6%; Musulmani: 30,1% Numero cattolici: 85.000 |
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Torna all' indice del 'Rapporto 2000' La Costituzione prevede la libertà di religione. La Chiesa ortodossa macedone, pur nominata nella Costituzione, non ha però alcuno status ufficiale. In base alla legge, approvata nel 1997, sui gruppi e le comunità religiose, la Chiesa ortodossa macedone, la comunità islamica, e la Chiesa cattolica sono riconosciute “comunità religiose”; tutte le altre religioni sono “gruppi religiosi”; tale distinzione non comporta, comunque, nessuna distinzione a livello legale. Tale legge ha subito numerose critiche: il rapporto annuale del Comitato Helsinki per i diritti umani della Repubblica di Macedonia ha affermato che la legge è discriminatoria nei confronti dei gruppi religiosi, è troppo restrittiva per la libertà di religione e di culto e che il governo tiene una condotta arbitraria nei confronti dei gruppi religiosi. È stata, quindi, presentata una petizione alla Corte costituzionale perché esaminasse la legge. Nel 1999, alcuni articoli, giudicati incostituzionali, sono stati aboliti: per esempio, l’art. 3 (che proibiva “i rituali religiosi” dei gruppi non registrati), l’art. 10 (che richiedeva un minimo di 50 persone per poter costituire un gruppo religioso). Secondo quanto riporta «Human Rights Without Frontiers» del 1 marzo 1999, il Comitato Helsinki della Macedonia non è soddisfatto dei traguardi finora raggiunti, ma ritiene che anche altri articoli debbano essere aboliti: per esempio, l’art. 8 (che prevede una sola denominazione religiosa per ciascuna confessione, e che, favorendo le religioni tradizionali, ostacola il diffondersi delle nuove religioni), e l’art. 19 (in base al quale le comunità e i gruppi religiosi devono richiedere il permesso all’ufficio per gli Affari religiosi per tenere una manifestazione in un luogo pubblico). Il Comitato Helsinki sta perciò preparando una nuova iniziativa, volta ad abolire questi emendamenti e a rivedere tutta la legge, da presentare alla Corte Costituzionale. Secondo «Human Rights Without Frontiers» del 1° marzo 1999, sebbene la legge preveda che «i cittadini possono liberamente e pubblicamente creare gruppi religiosi in conformità alla legge», essa prevede allo stesso tempo numerosi controlli sulla funzione delle stesse organizzazioni religiose. Il governo richiede che i vari gruppi religiosi siano registrati (quelli non registrati sono considerati illegali); tuttavia, essendo stati dichiarati incostituzionali alcuni dei requisiti previsti dalla legge del 1997, i processi di registrazione hanno subito notevoli rallentamenti. In base alla legge sui gruppi e le comunità religiose, i riti e le attività religiose devono avvenire in chiese, moschee, e altri templi, o negli spazi adiacenti. Inoltre, la legge prevede che le attività religiose “non violino la pace e l’ordine pubblico, né i sentimenti religiosi, la libertà e i diritti degli altri”. Nel Paese operano missionari stranieri di varie confessioni religiose. La legge del 1997 permette le attività di proselitismo da parte di cittadini stranieri, ma solo su richiesta di gruppi religiosi registrati. Alcuni missionari di religione cristianoevangelica hanno incontrato difficoltà quando, decidendo di non operare attraverso le chiese esistenti, per creare così nuovi gruppi di fedeli, hanno contravvenuto a questa parte della legge. Secondo il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato statunitense del 1999, il governo sembra aver accresciuto la cooperazione con i missionari stranieri e ha compiuto alcuni passi verso la legalizzazione delle attività missionarie, che erano riconosciute, ma non autorizzate ufficialmente. La stessa fonte riporta che, in varie occasioni, il governo ha rifiutato ai preti serbi ortodossi il permesso di entrare nel Paese e sembra progettare di continuare su questa via fino a quando la Chiesa serbo ortodossa non abbia riconosciuto la Chiesa ortodossa macedone. Secondo «Human Rights Without Frontiers» del 1° marzo 1999, i gruppi protestanti si lamentano per non aver potuto registrare le loro Chiese e non aver ottenuto il permesso di lavoro per i loro funzionari. Le varie comunità religiose spesso riflettono una identità etnica; molti musulmani sono di origine albanese, mentre quelli di fede ortodossa sono di origine macedone. Le discriminazioni sociali e le tensioni che talvolta emergono sembrano derivare molto spesso più da pregiudizi di tipo etnico che religioso. Torna all' indice del 'Rapporto 2000' |