Messaggio indirizzato agli
eurodeputati italiani
(*)
e al Presidente del Consiglio
italiano, On. Silvio Berlusconi
(Elenco
degli indirizzi)
| 8
ottobre 2003: intervento di Giorgio Salina (esperto della Nunziatura Apostolica presso la Comunità Europea, Vice Presidente della Convenzione Cristiani per l'Europa), al Parlamento Europeo di Bruxelles per l'invio del "MANIFESTO DI BRUXELLES" al Presidente in carica dell’Unione, l’on. Berlusconi. |
|
Testo del "Manifesto di Bruxelles"
Noi, Parlamentari
Europei,
a
conclusione dei lavori della Giornata di Studio di Bruxelles
Chiediamo
che siano riconosciuti, nel trattato fondatore dell'Europa
riunificata, l'eredità comune e l'insieme e le radici alle
quali i cittadini attingono i valori che hanno contribuito alla
costruzione della Comunità europea. Costatiamo
che l'Europa si è costruita su una sintesi originale della filosofia
greca, del diritto romano e delle culture germaniche, celtiche e slave,
e ciò grazie all'adesione dei popoli al cristianesimo. Pur non essendo
la fonte esclusiva della nostra identità, e non ignorando i contributi
di altre tradizioni filosofiche o spirituali, il cristianesimo ha
certamente influenzato in modo decisivo la nostra civiltà, grazie ai
valori di libertà e di responsabilità, di rispetto della dignità
umana e del diritto, di sussidiarietà e di solidarietà. Affermiamo
che l'Europa è l'incontro di quest’eredità, di questo fondamento
comune e del contributo particolare di ciascun popolo; le presenza di
tali tracce storiche e culturali, si esprime nei vari settori,
giuridici, artistici, letterari, filosofici e anche politici. Rifiutando
che l'Europa sia un semplice spazio economico, e volendo attuare con
successo la riunificazione delle sue
due componenti occidentale ed orientale, giudichiamo necessario
esprimere l'identità europea in modo esaustivo e obiettivo, ancorandola
ai valori riconosciuti e condivisi. Solo così potremo disegnare insieme
un futuro comune a tutti coloro che aspirano ad un destino d'unità e di
solidarietà. I
- La libertà religiosa, la libertà politica, e riconoscimento dello
statuto delle Chiese
Di
conseguenza, Chiediamo
innanzi tutto che le radici religiose siano riconosciute nel
futuro Trattato fondatore dell'Europa riunificata, per prevenire
strumentalizzazioni ideologiche e politiche dei popoli. Il
riconoscimento del fatto religioso non è un tentativo egemonico
di parte, bensì una visione oggettiva del ruolo che il senso religioso
ha avuto in Europa, garantendo una visione laica
rispettosa delle convinzioni di tutti, senza privilegi per alcuno. A
tal fine, nel rispetto del carattere laico delle istituzioni
politiche, chiediamo che siano accolte le proposte espresse
congiuntamente, con spirito ecumenico, dalla "Commissione Chiesa e
Società della Conferenza delle Chiese Europee” e dalla
"Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità
europea": e cioè: -
la libertà religiosa non soltanto individuale ma anche
collettiva e sociale; -
il dialogo e la consultazione delle Istituzioni europee con le
Chiese e le Comunità dei credenti, come già indicava la Commissione
europea; infatti nel
"libro bianco sulla governance europea", nel luglio 2001, era
detto: "Le chiese e le Comunità religiose hanno un contributo
specifico da portare." -
il rispetto dello statuto giuridico delle Chiese e delle
istituzioni religiose, come avviene negli Stati membri.
II –
Valore universale della dignità umana
Chiediamo
inoltre che sia riconosciuto il principio fondante e universale della
dignità dell’uomo, in tutte le sue espressioni. 1
- il diritto alla vita Il "Trattato fondatore dell'Europa riunificata" deve proclamare solennemente il rispetto della dignità e della vita di ogni essere umano indipendentemente dalla sua fase di sviluppo e del suo stato di salute. Deve respinge ogni tecnica o ricerca scientifica contraria a questo diritto fondamentale. Il rispetto della dignità di ogni uomo esclude qualsiasi uso dell'embrione umano a scopo di ricerca, e qualsiasi tecnica di clonazione. Il diritto alla vita, come diritto ontologico inerente a qualsiasi uomo, deve essere rispettato, onorato e protetto dal concepimento alla morte naturale.
2
- La famiglia, cellula fondamentale della società La
famiglia, fondata sul matrimonio tra la donna e l'uomo,
costituisce la cellula fondamentale della società. Luogo d'accoglienza
della vita, luogo d'educazione e luogo d'inserimento nella vita sociale,
è il contesto necessario per la crescita e lo sviluppo equilibrato
dell’uomo. Se
i poteri pubblici, al servizio di tutti, devono prendere in
considerazione le altre forme di vita comune emergenti nella società,
non possono tuttavia assimilarle sul piano giuridico alla famiglia come
qui sopra definita e descritta nelle sue caratteristiche peculiari.. Inoltre l'Unione europea deve tendere a conciliare il ruolo affettivo - educativo e la vita professionale dei genitori.
3
- Sussidiarietà, libertà e responsabilità Le
nazioni ed i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea sono
titolari di diritti e di doveri. Infatti, esercitano liberamente le loro
responsabilità nello sviluppo dell'Unione europea. Il Trattato
fondatore dell'Europa riunificata deve riconoscere il ruolo dei
cittadini e delle loro organizzazioni intermedie
in particolare nel settore familiare, educativo, culturale, sociale,
umanitario, sindacale… Questo
riconoscimento permette a tutti i cittadini di esprimere le loro
preoccupazioni ed elaborare e realizzare gli obiettivi di queste
organizzazioni non governative. Garantisce anche l'esercizio della
responsabilità di ciascuno per il successo della nuova Europa. L'Unione
europea deve riconoscere il principio di sussidiarietà in tutti gli
aspetti della vita in società.
4 - Solidarietà e lotta contro la miseria in partenariato con i più poveri: condizione della pace in Europa e nel mondo "Laddove
gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell'uomo
sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro", è
il tema ricorrente della Giornata mondiale del rifiuto della miseria (17
ottobre) e scolpito all’ingresso del Parlamento europeo. Affinché la
solidarietà con i più poveri sia effettiva, il più debole della
società deve trovarsi al centro di ogni progetto sociale per permettere
uno sviluppo duraturo fondato sull'impegno di tutti. La lotta contro
la povertà e l'esclusione sociale passa per l'educazione, la salute
e il lavoro, che devono essere le priorità delle politiche nazionali e
comunitarie. Così l'Europa riunificata soddisferà le necessità e le
aspirazioni delle persone più bisognose ed emarginate.
5
- Progresso economico, giustizia
sociale e solidarietà La
pace si basa in primo luogo sulla verità, libertà, giustizia
e amore, che determinano direttamente la condivisione e la
solidarietà nell'impiego dei beni terrestri, di cui ciascuno è
corresponsabile nei confronti della comunità degli uomini. E’ questo
radicamento, e la ricerca della giustizia e della pace,
chiaramente tradotto nei principi della Convenzione Europea dei Diritti
dell'Uomo, che permette lo sviluppo economico della società. L'Unione
europea riunificata deve rispettare e deve tener conto delle esperienze
politiche e culturali dei popoli dei nuovi Stati membri che, dopo oltre
quaranta anni di potere comunista, aspirano alla libertà ed alla
democrazia quanto allo sviluppo economico, nel rispetto della loro
identità culturale e politica. La
nuova Unione europea, riunificata, confermerà la responsabilità nei
confronti dei Paesi più poveri, particolarmente dei Paesi africani, che
desiderano promuovere il loro sviluppo secondo un modello che sia loro
proprio, e “sovranamente” accettato. Bruxelles,
Parlamento Europeo, 3 aprile 2003 Convegno organizzato da: Convenzione Cristiani per l'Europa, La Fondation de Service politique (Paris), e un gruppo di parlamentari cattolici europei: Paolo Bartolozzi (Italia), Adriana Poli Bortone (Italia), Concepctio Ferrer (Spagna), Francesco Fiori (Italia), Marie-Thérèse Hermange (Francia), Giorgio Lisi (Italia), Maria Martens (Paesi Bassi), Mario Mauro (Italia), Elizabeth Montfort (Francia), José Ribeiro e Castro (Portogallo), Dana Scallon (Irlanda). |
Autorizzo il curatore del sito a mantenere nella propria banca dati, i dati da me spontaneamente forniti e ad inviarmi messaggi inerenti all'attività del sito, nel rispetto della legge n° 675/96 del 31.12.96 “Tutela della Privacy”. In ogni momento, a norma dell’art.13 legge 675/96 potrò avere accesso ai miei dati, chiederne la modifica o la cancellazione inviando una email al curatore del sito.