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Affidamento familiare

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AFFIDAMENTO FAMILIARE
Un tavolo permanente di coordinamento

 

Presentazione

920 affidi nel 2005 nel territorio della provincia di torino dei quali 374 diurni e 546 residenziali: l'affidamento famigliare è sempre più un intervento indispensabile per la tutela degli interessi e dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in condizioni di disagio, e rappresenta per molte famiglie in difficoltà un sostegno irrinunciabile.

L'Assessorato alla Solidarietà Sociale della Provincia di Torino, da sempre molto attento a questa tematica, ha costituito un Tavolo provinciale permanente di coordinamento sull'affidamento familiare, costituito dai rappresentanti dei Consorzi e delle Comunità Montane della provincia di Torino e coordinato dall'Ufficio Programmazione Territoriale, Servizio Solidarietà Sociale.
Da gennaio 2006 il Coordinamento Provinciale aderisce al Coordinamento Nazionale Servizi Affidi, costituito formalmente dal maggio 1998, attraverso un accordo tra 46 Enti Pubblici in rappresentanza di 17 Regioni italiane.

 

Cos'è l’Affidamento Familiare?

L'affidamento familiare è un intervento fondamentale in materia di sostegno alle famiglie in difficoltà ed è altresì uno degli interventi di tutela più significativi degli interessi e dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in condizioni di disagio. Nella realtà operativa è però un intervento molto difficile e delicato, quasi “chirurgico”, per il quale i Consorzi e le Comunità Montane gestori dei Servizi Sociali investono notevoli risorse professionali.


 

La normativa

Il riferimento normativo per l'affidamento familiare è la legge n.149/2001 (che modifica la legge istitutiva dell'affidamento e dell'adozione n.184/1983); detta legge ribadisce nuovamente la priorità di scelta – in caso di allontanamento dalla famiglia di origine di un minore in difficoltà- dell'affidamento rispetto alla struttura comunitaria. In essa si insiste nuovamente e con più forza infatti sul diritto di un bambino a crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia, ma anche sul diritto ad essere affidato ad un'altra famiglia solo qualora sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, senza confusioni con l'istituto dell'adozione. Non si tratta di pensare ad una nuova famiglia "al posto di", ma di garantire al bambino una “famiglia in più”, a sostegno di quella di origine che è in difficoltà.


 

Gli obbiettivi del tavolo provinciale di coordinamento
  • promuovere l'affidamento familiare sul territorio: come utilizzare al meglio risorse ed esperienze già esistenti, ma anche ricercare nuove strategie sia per il reperimento delle famiglie affidatarie che sulle modalità di attuazione degli affidi attraverso il confronto, lo scambio di esperienze, le sinergie tra territori più diversi
  • promuovere una cultura dell'affidamento, sostenendo momenti di confronto e scambio tra esperienze di territori molto diverse tra loro
  • organizzare momenti di sensibilizzazione, di aggiornamento e di autoformazione su tematiche specifiche relative all'affidamento familiare ma anche relative al più ampio tema della tutela dei minori e alle politiche sociali inerenti
  • creare sinergie tra territori capaci di “esportare” progetti sperimentali da un territorio all'altro, sostenere come coordinamento “progetti pilota sperimentali” nel campo dell'affidamento familiare e di quello della tutela dei minori
  • rielaborare, a partire dalle riflessioni sull'esperienza concreta, un modello provinciale che tenti di omogeneizzare gli interventi in campo di affidamento familiare tenendo conto delle diversità strutturali presenti

 

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Il percorso di lavoro

Il percorso di lavoro sull'affido nasce attraverso i progetti presentati direttamente dalla Provincia nei piani per l'Infanzia e l'Adolescenza ex legge 285/97.
Infatti nell'ambito della progettazione ex legge 285/97 la Provincia assunse un ruolo di supporto al territorio su temi e problemi particolarmente impegnativi e delicati, per i quali le sole risorse del territorio potessero risultare insufficienti.
Sulla tematica dell'affidamento familiare con il I Piano Territoriale legge 285/'97 si realizzò, grazie alla partecipazione attiva dei referenti per l'affidamento familiare degli Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali, il progetto "Campagna di informazione e promozione sugli affidamenti".

Il progetto ha voluto dare un aiuto concreto all'operatore sociale che intenda promuovere sul territorio una campagna di sensibilizzazione sul tema dell'affidamento. Sono stati prodotti un libretto in cui viene spiegato in modo semplice ed esaustivo l'affidamento ed una cassetta VHS che raccoglie spiegazioni ed esperienze sull'affido.
A fine progetto (all'inizio dell'anno 2002), i referenti territoriali hanno chiesto alla Provincia di Torino di svolgere un ruolo di coordinamento, di facilitazione e di concertazione delle iniziative successive che si sarebbero prodotte. Si è quindi costituito ufficialmente il tavolo di coordinamento provinciale composto da tutti i referenti territoriali dell'affidamento familiare della provincia di Torino e dall'Ufficio Programmazione Territoriale e Minori della Provincia che svolge la sua attività da giugno 2002.

La costituzione di questo tavolo ha comportato un notevole investimento di tempo da parte dei referenti territoriali ma ha favorito la conoscenza e lo scambio di esperienze tra territori che utilizzano modalità di lavoro con i minori tra loro molto diverse.
In questi tre anni di lavoro il gruppo del tavolo di coordinamento ha sicuramente sperimentato le potenzialità insite nello scambio di esperienze, la possibilità di sinergie, dando vita anche a nuove collaborazioni e intese operative sul tema tra enti diversi.
Nel corso degli incontri, inoltre, gli operatori hanno individuato la necessità di dotarsi di ulteriori strumenti professionali specifici per "rinsaldare" le proprie competenze sul tema.

Con il II Piano Territoriale ex Legge 285/97, nel corso dell’anno 2004, si è realizzato un percorso di sensibilizzazione su questioni giuridiche relative all’affidamento e tematiche collegate al lavoro dell’assistente sociale in relazione con l’Autorità Giudiziaria Minorile in campo di protezione dei minori. Il corso si è suddiviso in due moduli, condotti dalla d.ssa Graziana Calcagno (ex Procuratore del Tribunale per i Minorenni di Torino) ed ha coinvolto circa 130 Assistenti Sociali dei Consorzi e delle Comunità Montane del territorio della provincia di Torino che si occupano di famiglie con minori.

Nel 2005 il gruppo si è impegnato nell’elaborazione di un questionario che è stato somministrato alle famiglie affidatarie conosciute (204 questionari rivolti agli affidatari appartenenti a 17 territori sui 21 di cui si compone il territorio della provincia di Torino), nel quale viene loro chiesto il grado di soddisfazione dei servizi offerti, ma anche eventuali proposte di cambiamento/modifica dei servizi attraverso azioni significative che possano renderle ancora più protagoniste. Sono stati scelti affidatari che avessero in corso un affidamento o che non l’avessero concluso da più di due anni, che avessero fatto questa scelta come singoli o come coppia, con affidi consensuali e giudiziali, residenziali o diurni. Dopo una prima analisi dei dati, si intende approfondire e studiare la modalità di restituzione di quanto raccolto alle famiglie affidatarie del territorio, ipoteticamente in una giornata di formazione/sensibilizzazione.

Nel 2006 -infine- si è progettato e realizzato il progetto formativo "Affidamento familiare: Lavori in corso" (con finanziamenti residui legge 285/97), che ha perseguito due obiettivi fondamentali, seguito da 38 Referenti per l’Affidamento Familiare di tutti i 21 Enti Gestori del territorio (e 2 loro tirocinanti Assistenti Sociali), con il coinvolgimento in una giornata formativa dei 9 Referenti per l’Affidamento Familiare del Comune di Torino.

Il progetto si è sviluppato con la collaborazione attiva della Cooperativa Paradigma, con esperienza pluriennale in percorsi formativi rivolti a figure professionali socio-sanitarie in ambito della tutela dei minori.

La metodologia utilizzata è stata un percorso seminariale a partire da esperienze comuni già concluse attraverso modalità di lavoro "attivo".
Il percorso si è sviluppato dunque su due livelli: uno metodologico (con approfondimenti specialistici e spot formativi) e uno di significazione (in ambito motivazionale) che si è sviluppato nei lavori di gruppo.
Il primo livello metodologico si è sviluppato attraverso approfondimenti specialistici e spot formativi attraverso 3 giornate centrate su 3 temi scelti dal gruppo:

  • Come parlare ai bambini dell’affido
    Marco Chistolini, psicologo
    27 settembre
  • Progetti di affido con adolescenti
    Francesco Vadilonga, psicologo
    24 ottobre 2006
  • La consulenza ai colleghi nell’affidamento
    Marianna Giordano, assistente sociale
    30 novembre 2006
     

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IN UN VIDEO LE "STORIE" DELL'AFFIDO

Con il I Piano Territoriale legge 285/'97 la Provincia di Torino realizzò, grazie alla partecipazione attiva dei referenti per l'affidamento familiare degli Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali, il progetto "Campagna di informazione e promozione sugli affidamenti".

L'iniziativa, che si è inserita nel quadro di una serie di azioni previste dal programma del Piano territoriale di intervento per l'infanzia e l'adolescenza, è destinata in primo luogo alla informazione e formazione degli operatori della Provincia di Torino, dei 17 Consorzi e di 4 Comunità Montane, con l’obiettivo di fornire agli operatori gli strumenti tecnici e didattici indispensabili a migliorare la qualità dei loro interventi.

In particolare, nel video sono raccontate in un documentario di 25 minuti le storie, i temi e le modalità dell'affidamento familiare. Realizzato in collaborazione fra il Centro Audiovisivi (Ufficio Stampa) della Provincia di Torino e la Zenit Arti Audiovisive, regia di Enrico Cerasuolo, il filmato raccoglie numerose testimonianze di assistenti sociali, psicologi e famiglie affidatarie.

Cos'è l'affidamento, quali sono i diversi tipi, chi e come può diventare affidatario, quali sono le misure di sostegno alle famiglie, quali i risultati? Queste alcune delle domande a cui i protagonisti danno risposta.
 

 

Informazioni

Servizio Solidarietà sociale
Ufficio Programmazione Territoriale e Minori
Barbara Bisset – Anna Ghioni
Tel. 011 861 3089/3077
Fax 011 861 3111
E-mail:
barbara.bisset@provincia.torino.it
anna.ghioni@provincia.torino.it

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