Sei in: Home > MAP > Speciali > Istituzionale > ANNO 2008: Fondazione Province Nord-Ovest
![]() |
VIA UFFICIALE ALLA
|
|
Le 24 Province che hanno dato vita nei mesi scorsi al Comitato Promotore della Fondazione delle Province del Nord-Ovest hanno tenuto nella sede del Consiglio Provinciale di Torino l’assemblea generale annuale, durante la quale è stato approvato all’unanimità il testo dello Statuto della Fondazione stessa. Nel dibattito che ha preceduto l’approvazione sono intervenuti, oltre al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, i Presidenti delle Province di Milano Filippo Penati , di Como Leonardo Carioni, di Genova Alessandro Repetto, di Cuneo Raffaele Costa, di Biella Sergio Scaramal, di Novara Sergio Vedovato, del Verbano-Cusio-Ossola Paolo Ravaioli, di Piacenza Gian Luigi Boiardi, di Cremona Giuseppe Torchio. Nel pomeriggio si riunisce, sempre nell’aula del Consiglio Provinciale, il Direttivo nazionale dell’Unione Province Italiane, presieduto da Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti.
La Fondazione Province del Nord-Ovest nasce per progettare e sostenere la sperimentazione di forme e processi di collaborazione, negoziazione, cooperazione fra le istituzioni, utili a migliorare l’efficacia del governo territoriale e locale, anche ridefinendo spazi e tempi dell’azione pubblica e privata per lo sviluppo. Durante i lavori tenutisi stamani a Torino si è discusso del ruolo che il Nord-Ovest potrà giocare in occasione dell'Expo 2015. Le Province vedono l’esposizione universale (dedicata, appunto, ai temi dell’alimentazione e del rapporto fra risorse naturali e sviluppo economico) come una grande opportunità di sviluppo per un territorio che può ambire a presentarsi al mondo come la nuova “Food Valley italiana”. Le 24 Province del Nord-Ovest esportano infatti il 35 per cento dei prodotti agroalimentari italiani, per un valore di oltre 20 miliardi di Euro. Il professor Piero Bassetti, Presidente dell’associazione “Globus et Locus”, ha sollecitato le Province a cogliere l’occasione del 2015 per riaffermare il proprio ruolo di Enti deputati alla concertazione e al coordinamento delle politiche di area vasta. Secondo Bassetti all’Expo di Milano il Nord-Ovest può e deve proporre al mondo il proprio approccio al tema della nutrizione e dello sviluppo, ma anche un metodo di collaborazione e concertazione fra territori portatori di interessi comuni. ”Nel settore alimentare, - ha sottolineato il Presidente Saitta - l’Italia detiene un primato indiscusso e il Nord-Ovest italiano rappresenta la macroregione più avanzata. Dobbiamo lavorare perché l’appuntamento del 2015 promuova un territorio che vanta da sempre diversi poli di sviluppo e che è impegnato a ripensare il rapporto fra ambiente ed attività economiche”. Il Presidente Penati, ha ribadito che la candidatura di Milano all’Expo 2015 è stata ed è la candidatura del sistema-Paese e che le Province del Nord-Ovest devono quindi avviare al più presto un costruttivo confronto con il Comitato Organizzatore, per una partecipazione concertata dell’intero territorio all’evento.
Aderiscono al Comitato Promotore della Fondazione Province del Nord-Ovest:
L’area definita Nord-Ovest, comprendente principalmente le regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia, è una delle maggiori polarizzazioni produttive d’Italia e d’Europa: le quattro regioni attualmente concorrono a produrre il 40% del PIL nazionale e una quota quasi uguale di offerta di lavoro. Il Nord Ovest italiano è un’area cruciale e nevralgica nei grandi processi di riorganizzazione che stanno interessando l’Europa continentale e il Mediterraneo. Il territorio è infatti interessato da una crescente mobilità di persone, merci, risorse, conoscenze; dalla redistribuzione sul territorio delle diverse attività produttive e di servizio con l’intento di favorirne la crescita e la diversificazione, oggi impossibili nell’ambito dei confini originari; dall’attivazione di forme di cooperazione e partnership attraverso la progettazione di imprese comuni per la condivisione di risorse e la realizzazione congiunta di eventi.
Il Nord-Ovest italiano si presenta dunque come un territorio economicamente forte e per certi versi maturo, la cui forza economica non riguarda soltanto la presenza decisiva di un tessuto di imprese e distretti produttivi assai vario, ma rimanda anche ad importanti fattori culturali e istituzionali alla base della sua crescita economica. Le sfide del futuro domandano alle istituzioni locali una straordinaria capacità di innovazione sociale e produttiva che può essere vinta solo rafforzando l’intreccio tra fattori economici ed extraeconomici a sostegno dello sviluppo.
Il territorio interessato dal progetto della Fondazione delle Province del Nord Ovest comprende 24 Province, 3.082 Comuni e interessa una popolazione di 15.475.862 cittadini. Per quanto concerne il versante produttivo sono 1.420.000 le imprese attive (pari al 28% del totale nazionale) che occupano 6.955.000 lavoratori, pari al 31% del totale nazionale (40% delle esportazioni e 50% delle importazioni italiane).
Il "progetto Nord-Ovest" si rappresenta come un’evoluzione a grande scala, un salto di qualità dell’azione delle Province che manifestano l’esigenza di promuovere la coesione sociale e territoriale. La scommessa sta nella possibilità di attivare una inedita circolarità virtuosa tra ricerca, tecnologia, industria, servizi, qualità di lavoro e di vita, organizzazione urbana e territoriale. In altre parole si tratta di risalire a monte per poter esercitare una capacità di controllo, promozione, condizionamento delle determinanti del cambiamento e nel contempo estendersi a valle affinché l’innovazione dispieghi tutto il suo potenziale di trascinamento e fertilizzazione del contesto.
(23 aprile 2008)
L’Expo 2015 di Milano potrà essere occasione di sviluppo per tutto il territorio del Nord Ovest: lo propongono i presidenti delle 22 Province che si stanno organizzando in una Fondazione e che mercoledì 23 aprile lanceranno da Torino, durante la loro assemblea generale annuale, la proposta di lavorare con Milano per presentarsi all’Esposizione Universale come “la nuova food valley italiana”.
Sottolinea Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e del Comitato promotore della Fondazione Province del Nord Ovest: “L’Expo 2015 sarà una grande occasione: nel settore del food l’Italia detiene un primato indiscusso e il Nord Ovest italiano rappresenta la macroregione più avanzata. Dobbiamo lavorare perché l’appuntamento del 2015 sia una promozione dell’intero territorio policentrico che è il Nord Ovest e rappresenti il consolidamento sul mercato internazionale per le nostre eccellenze agroalimentari e in tutto l’ambito del food”.
Il Consiglio direttivo delle 22 Province si è riunito oggi a Torino con i presidenti di Unioncamere Piemonte, Lombardia e Liguria ed ha definito il programma dell’Assemblea generale del 23 aprile prossimo.
(7 aprile 2008)
Giovedì 20 marzo a Piacenza presso l'Università Cattolica, sala "G. Piana" in via Emilia Parmense 84, si svolgerà un workshop dedicato al ruolo delle Province del Nord-Ovest nei settori dell' istruzione e della formazione professionale. Due settori strategici all'interno della nostra società, strettamente funzionali allo sviluppo economico e produttivo dei territori di riferimento.
Si analizzeranno le novità per gli ulteriori conferimenti alle Province, che si potrebbero realizzare in tali campi, qualora i legislatori regionali intendessero dare piena attuazione al titolo V della Costituzione: il sistema locale potrebbe arricchirsi di competenze e funzioni, oltre a quelle già svolte, che vedrebbero maggiormente coinvolte le Province, sia per il ruolo da esse esercitato nel sostegno al sistema di istruzione superiore, sia per le funzioni strettamente connesse alla formazione professionale.
L'iniziativa apre un confronto tra le Province del Nord Ovest, non solo per verificare quanto sia estesa la zona di competenze comuni ma anche per ricercare un intervento coordinato, delle province stesse, mirato alla cooperazione all'interno del territorio.
(11 marzo 2008)
Lunedì 26 novembre nella Sala del Consiglio della Provincia di Milano in via Vivaio 1 le amministrazioni associate della Rete del Nord Ovest si confronteranno con gli operatori del mondo della ricerca e della società dell'informazione. Nel corso della giornata il presidente Antonio Saitta e l'assessore alle Attività Produttive Giuseppina De Santis presenteranno il progetto: "Torino: la sfida neotecnologica della cittadella politecnica".
La discussione di alcuni casi eccellenti, raccolti nel dossier "Il Nord Ovest: campo territoriale della conoscenza", servirà per delineare concrete, possibili azioni e politiche pubbliche da concertare con i soggetti sociali e funzionali e con altri livelli istituzionali.
(22 novembre 2007)
Antonio Saitta, presidente del Comitato promotore per la fondazione delle Province Nord-Ovest, condivide la preoccupazione della Provincia di Genova rispetto alle prime indiscrezioni, che vedrebbero il Terzo Valico dei Giovi tra le opere non ritenute strategiche dalla UE. "Insieme ai presidenti delle 25 Province del nordovest - dice Saitta - rivolgo un appello al Governo italiano perché ci aiuti a sostenere, in sede europea, la competitività dei nostri territori".
"Il mancato finanziamento del Terzo Valico - prosegue Saitta - qualora le notizie fossero confermate dagli atti ufficiali, comporterebbe un grave danno allo sviluppo della macroregione. Un recente studio del prof. Giuseppe Russo, presentato a Torino lo scorso 14 settembre, ha dimostrato che il fabbisogno finanziario delle infrastrutture vitali per il nord-ovest ammonta a più di 60 miliardi di Euro, dei quali solo il 60% è coperto da previsioni di investimento. La decisione della Commissione Europea potrebbe diminuire ancora la quota di investimenti programmati, mettendo così a rischio l'intera visione strategica di sviluppo. I corridoi 5 e 24 sono strettamente legati tra loro e devono quindi procedere insieme. In particolare, il tratto che lega Genova al territorio piemontese è determinante per sviluppare i tanti progetti elaborati in questi anni, dall'ampliamento del Porto di Genova alle ipotesi di insediamento delle strutture retroportuali nelle zone dell'alessandrino"
(19 ottobre 2007)
Tra il 2007 e il 2020 fra Piemonte, Liguria e Lombardia sono programmate le realizzazioni di infrastrutture per una somma che si aggira sui 61 miliardi di euro: le maggiori voci si riferiscono all’alta capacità ferroviaria, ma figurano anche i potenziamenti dei porti liguri, la Pedemontana lombarda e quella piemontese, la IV corsia della tangenziale di Torino e le tangenziali est di Milano e Torino, l’interporto di Novara, solo per citarne alcune.
L’impatto economico tra domanda e offerta e il cambiamento economico che deriverà da queste realizzazioni sono stati al centro oggi a Torino del workshop organizzato dal Comitato delle Province del NordOvest che attraverso il suo presidente di turno Antonio Saitta ha lanciato al governo la proposta di dar vita ad una "cabina di regia" per monitorare i progetti, i tempi di realizzazione, gli eventuali ritardi e i problemi che ne deriverebbero, il tutto in stretta collaborazione con le Regioni.
"Proponiamo di mutuare il recente sistema olimpico - ha detto Saitta - e chiediamo al Governo un’attenzione particolare per la nostra macroregione: le Province del NordOvest non si limitato a misurare i propri confini territoriali, vogliono diventare un interlocutore credibile dello sviluppo. Per contribuire concretamente al dibattito sulle opere strategiche - ha aggiunto Saitta - è importante segnalare al Governo non solo le opportunità di sviluppo per i territori che amministriamo, ma soprattutto le ricadute delle mancate realizzazioni, i costi a carico della collettività e del tessuto produttivo. Le infrastrutture programmate non sono tutte interamente finanziate: dobbiamo conoscere i rischi del mancato completamento dei programmi e quale economia potrebbe muovere il programma, se interamente realizzato."
La relazione del prof. Giuseppe Russo ha fornito più di un dato sul costo degli eventuali ritardi:: realizzare le grandi infrastrutture del programma 2007/2020 comporta un impatto sul Pil che varia tra lo 0,6 e l’1,5 per cento, ma con gli effetti diretti e indotti i fatturati generati complessivamente ammontano fino al 3,5 per cento nell’anno massimo ( il 2010).
In un anno medioalto, l’impatto della realizzazione dell’intero programma di infrastrutture 2007/2020 vale ben 145 mila ULA (unità lavorative annue).
Non realizzare le opere ad oggi non finanziate costa l’accumulo di un piccolo gap annuale di Pil potenziale, che tuttavia al 2020 raggiungerebbe i 6 punti percentuali della base ed equivarrebbe alla mancata creazione di 380 mila unità lavorative annue potenziali.
Per il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, "le vere sfide da raccogliere riguardano i corridoi europei, i cui sviluppi ci obbligheranno a fare in fretta le nostre scelte. Dobbiamo migliorare la nostra visione strategica complessiva anche per quanto riguarda la logistica nei confronti di un più ampio respiro internazionale. Ad esempio la Liguria è la porta dell’economia di Piemonte e Liguria grazie al suo sistema portuale. Il complesso meccanismo dei traffici è in continua evoluzione, dobbiamo essere capaci di stare dietro ai cambiamenti e misurare anche la nostra capacità di stare sul mercato dei servizi".
"La provincia di Novara si trova in un punto particolarmente strategico, all’incrocio dei due grandi corridoi europei - ha spiegato il suo Presidente Sergio Vedovato - in un territorio che esprime una buona caratterizzazione nel turismo, nel sistema creditizio e manifatturiero. Siamo inoltre un asse di collegamento con la provincia di Alessandria, il sistema dei porti liguri e Milano. Ecco perché è ancora più necessaria l’integrazione delle grandi infrastrutture fra tutte le province del Nord-Ovest. In particolare i collegamenti fra Piemonte e Lombardia sono da considerare una questione centrale. Ma occorre anche ribadire il ruolo determinante degli enti locali nella realizzazione delle infrastrutture di loro competenza: dobbiamo avere la certezza della vera capacità finanziaria".
Per Paolo Balistreri di Confindustria Piemonte "Sulle infrastrutture abbiamo ancora, da parte del Governo, troppi elenchi e nessun documento strutturale".
"Manca oggi la capacità di decidere - ha sostenuto il vice presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona - Ho l’impressione, al contrario di quanto accadeva negli anni Sessanta che cerchiamo di inseguire le cose che non siamo riusciti a fare. Occorrono nuove regole per poter lavorare in modo chiaro, rivedere la complessità degli appalti, riorganizzare il sistema logistico del Nord Ovest. Le banche sono attrezzate per finanziare progetti che stiano in piedi, accompagnati da regole certe, in tal caso i finanziamenti non tarderebbero ad arrivare".
Il Presidente di Intesa-San Paolo Enrico Salza ha ricordato con alcuni esempi i tempi diversi di realizzazione delle grandi opere in raffronto al altri paesi. "I cittadini francesi hanno potuto utilizzare l’alta velocità per la prima volta nel 1981, mentre i torinesi sono stati raggiunti da essa solo in occasione delle recenti Olimpiadi invernali e dovranno attendere ancora qualche anno per il completamento della tratta Torino-Milano. Per le aziende bancarie - ha detto ancora Salza - le infrastrutture rappresentano una priorità e un’opportunità di business. La possibilità di fare sviluppo attraverso il credito esige certezze sui tempi e sulle scadenze, le banche non sono opere pie e non possono permettersi di sbagliare".
Al convegno sono intervenuti circa 300 fra amministratori delle province del NordOvest ed esponenti del mondo dell’economia.
(14 settembre 2007)
Nato nell’ottobre 2005, il Comitato promotore della Fondazione delle Province Nord-Ovest ha tenuto oggi ad Alessandria la sua prima Assemblea generale.
Il rilancio del ruolo delle Province è stato al centro dell’intervento del Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, presidente di turno - dopo Genova e Milano - del Comitato. Saitta ha proposto quella che ha definito una riflessione profonda e non formale sulle richieste delle Province per riaffermare il proprio ruolo: "le Province - ha detto Saitta - chiedono un riordino delle funzioni amministrative che riduca la frammentazione delle responsabilità pubbliche e che metta al centro i diritti soggettivi dei cittadini al posto delle competenze degli enti; una seria attuazione del principio di sussidiarietà per rendere i diritti dei cittadini esigibili attraverso le amministrazioni e non più nonostante le amministrazioni; un equilibrio a livello nazionale tra le diverse performances delle Province che non sacrifichi le buone pratiche ed il dinamismo del nord-ovest; una seria e rapida attuazione del federalismo fiscale e della potestà impositiva, che abbia le caratteristiche dell’imposizione sostitutiva (rispetto a quella nazionale), locale (quanto alla distribuzione del gettito) e di scopo (cioè collegata all’erogazione dei nostri servizi pubblici); una politica nazionale di infrastrutturazione del nord-ovest che abbia un respiro largo quanto la macroregione, e non un respiro corto ed affannoso, cioè pronto a cogliere solo i localismi; il riconoscimento delle Province quali enti realmente autonomi, e non mere "agenzie decentrate" delle Regioni.
"Una lista breve di richieste - ha detto Saitta - ma impegnativa, soprattutto per le nostre Province del nordovest. Noi, infatti, a differenza dell’UPI nazionale non abbiamo il problema di bilanciare le nostre realtà con il resto della nazione. Questo peso in meno ci permette di essere più agili, più veloci, ma non è detto che ci permetta di essere più efficaci. La nostra capacità di azione si misurerà perciò su prodotti concreti: su ciò che sapremo fare insieme nella Fondazione del Nord-Ovest".
(6 luglio 2007)
Avrà luogo domani, venerdi 6 luglio, al Parco di Marengo di Alessandria, l'Assemblea delle Province del Nord-Ovest.
E' la prima Assemblea delle 25 Province dopo la costituzione del Comitato Promotore della Fondazione durante la quale sarà discussa una piattaforma programmatica di impegni che le stesse Province intendono presentare al Governo. Tra gli argomenti la semplificazione del quadro delle competenze, una rapida attuazione del federalismo fiscale ed un'agenda specifica per il Nord-Ovest.
I lavori inizieranno alle 10 con il saluto del Presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi e proseguiranno con gli interventi, fra gli altri, di Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, Guido Barberis, Direttore del Comitato, fino alla condivisione delle linee guida della futura Fondazione delle Province del Nord-Ovest.
Alle ore 12,30 i Presidenti delle Province riceveranno i giornalisti.
(5 luglio 2007)
Si è riunito il 9 maggio a Milano il Consiglio Direttivo della rete delle 25 Province del Nord-Ovest, appartenenti ai territori di Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna.
Durante la seduta è avvenuto il passaggio della presidenza alla Provincia di Torino, Antonio Saitta durerà in carica per i prossimi sei mesi.
Il mandato guidato dalla Provincia di Torino, il terzo dopo Genova e Milano, vedrà concretizzarsi il lavoro per il passaggio dalle rete di Province a una vera e propria Fondazione.
Il Presidente Saitta, subito dopo il passaggio del testimone, ha ringraziato la Provincia di Milano per il lavoro svolto e ha presentato il programma per i prossimi mesi. "Tra gli eventi più importanti - ha detto il Presidente della Provincia di Torino - l'organizzazione di un workshop dedicato alle infrastrutture strategiche del Nord-Ovest in programma entro l'estate".
Saitta ha infine sottolineato "l'importanza del ruolo delle Province più piccole, che dovranno partecipare attivamente alla condivisione degli obiettivi e della nascita della Fondazione".
(9 maggio 2007)
Tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna si concentra il cuore della grande industria alimentare in cui la tradizione si affianca alla tecnologia per rafforzare un primato italiano riconosciuto nel mondo tanto da essere uno dei temi dominanti della candidatura all'Expo 2015. Se ne parlerà in un convegno in programma a Lodi il 14 maggio cui interverrà il Presidente Saitta.
Cultura. Ma anche ricerca, campo nel quale sviluppare idee creative e continua innovazione, patrimonio culturale da difendere e da promuovere quale brand italiano riconoscibile e riconosciuto nel mondo. Tutto questo è il food, tema portante, tra l'altro, della candidatura di Milano ad ospitare l'Expo 2015 con lo slogan Nutrire il pianeta, energia per la vita . Ma soprattutto è uno degli elementi più attivi dell'economia della macroregione del Nord Ovest, culla storica dell'industria alimentare del nostro Paese. Qui hanno infatti sede le più grandi multinazionali del settore, alle quali si aggiungono anche realtà artigiane che fanno del prodotto locale e della sua valorizzazione un vanto per l'intera produzione nazionale.
"Il Nord Ovest come nuova "food valley italiana": cultura, innovazione, creatività" è il titolo del convegno in programma il 14 maggio presso il Parco Tecnologico Padano a Lodi, che vedrà la partecipazione del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Paolo De Castro accanto ad esponenti del governo locale (fra i quali il neo Presidente delle Province del Nord-Ovest Antonio Saitta), dell'industria alimentare, di enti pubblici e privati legati al food e giornalisti specializzati.
"È per noi gratificante ospitare al Parco Tecnologico Padano a questo evento che coinvolge le Province del Nord-Ovest", dichiara Lino Osvaldo Felissari , Presidente della Provincia di Lodi e della Fondazione Parco Tecnologico Padano. "Questa struttura rappresenta già oggi un esempio di eccellenza a livello europeo nel campo della ricerca biotech applicata all'agroalimentare. A Lodi sta sorgendo un cluster scientifico-tecnologico coerente con la tradizionale vocazione agricola del territorio che risponde in primo luogo al bisogno stringente di creare luoghi della conoscenza, dove tradizione e innovazione si coniugano con l'obiettivo di dare una risposta nuova al bisogno di sviluppo e crescita economica del Paese, abbattendo nel contempo il muro che troppo spesso separa ancora la ricerca, l'istruzione e le imprese. Il cibo, grande protagonista del convegno, è forse l'emblema più chiaro di come la nostra straordinaria tradizione alimentare possa trovare nelle nuove tecnologie un presidio alla qualità e all'origine del prodotto, pur conservando come un bene prezioso il gusto originale".
"Vetrine di rilevanza internazionale come il Salone del Gusto di Torino e il Vinitaly di Verona" sostiene Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino e neopresidente del Comitato Promotore della Fondazione delle Province del Nord Ovest "hanno dato e daranno ancora, nei prossimi anni, la giusta visibilità ad un'enogastronomia tradizionale che, per gli stessi cittadini del nostro territorio, è una riscoperta. L'eredità delle Olimpiadi consiste senz'altro nella visibilità ottenuta dal territorio e dalle sue produzioni tipiche, ma anche in un metodo di lavoro che ha preceduto quell'evento e quella visibilità: anni di paziente ricerca e valorizzazione delle tipicità agricole ed enogastronomiche. Solo mettendo in rete i punti di forza e le tipicità, il nostro territorio è in grado promuoversi sul mercato turistico ed enogastronomico: è questa la filosofia della Provincia, che ha fatto dell'agricoltura di qualità e dell'enogastronomia risorse turistiche importanti. Perché turismo ed enogastronomia sono due facce della stessa medaglia: quella della riscoperta dei veri e propri "tesori" materiali e culturali che stanno a pochi chilometri dalle nostre città".
(8 maggio 2007)