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In aumento le associazioni di volontariato al femminile
Fivol, un'organizzazione su quattro è composta da sole donne (06/03/2007)
Il più grande aiuto di una donna? Un'altra donna. Sono in aumento le associazioni di volontariato tutte al femminile: secondo la Fondazione italiana per il volontariato (Fivol), un'organizzazione su quattro è composta da sole donne e, nel mondo delle ONLUS in genere, militano 500.000 volontarie (l'ultima ricerca risale al 2002, studi più recenti sono in corso e verranno pubblicati il prossimo anno). Le volontarie sono impegnate soprattutto nei confronti del mondo femminile in difficoltà: si occupano di diritti, prostituzione, integrazione, violenza domestica, ma anche di malattia e di cultura. E l'attenzione verso i problemi delle donne cresce: il 6% delle associazioni infatti si prende cura di loro.
"La via femminile al volontariato è la condivisione, sia con il soggetto debole che all'interno dell'organizzazione - spiega Renato Frisanco, responsabile del settore Studi e ricerca della Fivol -. Ma c'è anche una forte componente di mutuo soccorso: le donne hanno una predisposizione a essere solidali tra loro, oltre che a farsi portavoce dei problemi e delle esigenze della famiglia". Se per gli uomini nel volontariato prevale l'azione e la soluzione dei problemi, le donne esprimono i propri valori, civili e umani. "Sottolineano gli aspetti solidaristici, come la gratuità e l'attenzione all'altro: colgono prima e meglio il disagio e cercano di farsene carico" prosegue Frisanco. A spingere le donne alla solidarietà molto spesso sono input esterni, il consiglio di un familiare, di un sacerdote o, nel caso delle più giovani, di un insegnante, ma anche l'attenzione personale alla società e l'impegno politico. "Queste esperienze e la capacità di ascoltare i bisogni altrui le fa arrivare più preparate a scegliere il settore di cui prendersi cura, lo stesso avviene poi con la formazione - dice Frisanco -: frequentano corsi e si impegnano per acquisire le competenze che gli mancano".
Le generosità femminile sembra non aver limiti: le donne sono pronte a investire di più in termini di tempo e denaro. In una ricerca del 2006, condotta da Fivol su un campione di 495 volontari nella Provincia di Aosta e in quella di Cuneo, è emerso che il 28% delle donne dedica al volontariato più di sette ore alla settimana contro il 17,6% degli uomini. "Anche in termini economici le donne si sono dimostrate più disponibili: in media ognuna sostiene le ONLUS con due o tre tipi diversi di contributi economici (il 48,8% del totale dei finanziamenti) - dice il responsabile Fivol -: si va dalla quota associativa alla raccolta fondi con la compravendita di piante, arance o lotterie nelle piazze fino all'offerta volontaria di denaro".
Eppure le donne ai vertici delle associazioni sono ancora una minoranza, appena il 31% delle 28.000 organizzazioni censite dalla Fivol. E a candidarle ai posti di comando sono molto spesso altre donne. "Anche in questo settore occorre valutare le pari opportunità -continua Renato Frisanco -. Non penso dipenda da una forma di discriminazione, ma dalle motivazioni che spingono le donne a dedicare le proprie energie agli altri. Puntano meno al potere e più al senso del proprio volontariato". Quando arrivano ai vertici però le donne rivelano doti sorprendenti. "Esistono delle grandi donne del volontariato - commenta il responsabile del settore Studi e ricerche della Fivol -: hanno carisma, passione e autorevolezza, doti che ben si coniugano con il loro modo di vivere, dentro e fuori le mura di casa". E il bilancio "a fine servizio" le premia: "Riescono bene quando si tratta di educare, accompagnare, ascoltare chi è in difficoltà - conclude Frisanco -. In cambio della loro generosità scoprono la ricchezza delle relazioni e rafforzano i loro valori. Insomma, il desiderio di essere solidali aumenta ancora di più".
Fonte: Redattore sociale, 06/03/2007
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