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IL PAESAGGIO DELLA PROVINCIA DI TORINO
La configurazione fisico ambientale della Provincia è nettamente articolata secondo i tre tipi di paesaggio di montagna, di pianura e di collina.
All'interno di ciascuno di questi ambiti si evidenziano specifici e particolari tratti componenti ed un'estesa varietà di paesaggi capaci di stimolare emozioni e di sollecitare forti interessi cognitivi culturali, storici, tecnici e scientifici, sulla natura dei luoghi, sulla loro formazione ed evoluzione.
Ad un'osservazione generale si evidenziano tuttavia, in tutta la loro maestosità, i tratti paesistici dell'intero territorio, che sono dati dall'andamento altimetrico a forti dislivelli dei tre sistemi ambientali che si affiancano e si contraffacciano, nettamente distinguendosi.
Infatti, emergono le relazioni esistenti tra la corona montana (compatta, alta e dai profili molto segmentati), la centrale e continua fascia di pianura (larga solo da uno a 3-4 decine di chilometri), la testata collinare (variamente modulata da colli, da costoloni e da varie acclività). Al di sopra dei tratti paesistici propri di queste singole zone, emerge quello generale che deriva dalla molteplicità di correlazioni visive che si stabiliscono tra esse e che si fonda sulla possibilità di visuali lunghe e di ampia circolarità, sulla presenza di forti e scalari dislivelli, sull'accostamento e sovrapposizione di più scenari.
In questo quadro, le vette, i ghiacciai e i nevai, le cime, i colli, i profili di cresta, le dorsali, i pendii e i versanti costituiscono le componenti geomorfologiche di più rilevante definizione paesaggistica, percepibile a corona, verso la montagna e verso la collina, pressoché da ogni parte della pianura.
Al tempo stesso, i rilevati e le loro emergenze (i "belvedere") sono i luoghi privilegiati da cui osservare la pianura e l'intorno anche lontano e sconfinato.
Sotto questo profilo, si segnalano, un po' in ogni parte del territorio, delle trame visuali di particolare valore, non tenute in sufficiente attenzione e tutela. A puro titolo esemplificativo: i tracciati stradali e ferroviari di avvicinamento e accesso a Torino, dalle direttrici di Milano e di Genova, costituiscono linee di osservazione particolarmente frequentate, da cui è possibile percepire la maestosa e suggestiva convergenza dei collaterali scenari montani e collinari che si evidenzia all'approssimarsi alla città. D'altro verso le vedute panoramiche che si godono da luoghi belvedere come Superga, Maddalena ed altri della collina, dovrebbero essere considerate, per quanto ancora possibile, come matrici da cui orientare la qualificazione del sottostante paesaggio urbano (che ora si configura soprattutto per la sua piatta e informe estensione edificata).
Un discorso analogo si può fare per le visuali che si aprono dai tratti della tangenziale di Torino ancora non occlusi da edificazioni e per le direttrici visuali che legano il castello di Rivoli a quello di Moncalieri e alla Basilica di Superga, percepibili da strada del Portone e da corso Francia.
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