![]() |
Le Città d'Arte
della provincia di Torino |
|
|
TOUR D'AMONT: la Tour d'Amont era un castello signorile in cui risiedettero i fedautari del paese, i consignori della conca di Bardonecchia appartenenti alla famiglia dei De Bardonisca. Deve la sua denominazione alla sua posizione a monte dell'abitato. La planimetria sembra riflettere, anche alla luce dei pochi documenti conosciuti, l'aspetto del castello nella prima metà del XIV secolo, quando l'impianto assunse la massima estensione, occupando presumibilmente tutto lo spazio disponibile. Tuttavia il castello aveva già una lunga storia alle spalle, certamente a partire almeno dal XII-XIII secolo, momento al quale si può ascrivere la costruzione della torre e che coincide con la massima affermazione della famiglia dei De Bardonisca. Fu qui che 126 Ugonotti braccati dal generale La Cazette, si rifugiarono nel luglio 1562, ma furono stanati col fuoco e passati a fil di spada. Agli inizi del Novecento la parte superiore del torrione ancora si erigeva fino all'altezza dei merli; crollata negli anni Venti è oggi in fase di ristrutturazione. MERIDIANE: presenti ancora oggi sulle facciate esposte a sud delle chiese, degli edifici pubblici o delle abitazioni le meridiane (o orologi solari) sono state usate per oltre due secoli (dall'inizio del XVIII secolo agli inizi del XX secolo). Al di là della funzione per cui esse sono state create - conoscere l'ora in epoca in cui gli orologi erano rari e costosi - svolgevano inoltre la funzione decorativa e quella piccola lezione di morale quotidiana (attraverso le massime che vi si trovano frequentemente iscritte) e di riflessione filosofica sul tempo e sulla vita. Le meridiane, alcune volte scolpite o incise o più frequentemente dipinte, costituiscono espressione popolare di forme d'arte minore che si ricollega direttamente alle tradizioni della pittura murale assai diffusa in tutto l'arco alpino: forma di decorazione economica decorazione, che contorna normalmente il quadrato in cui è installato il ferro (gnonome) ed il tracciato delle ore, utilizza forme stilistiche proprie dell'epoca: motivi di foglie, fiori, uccelli, la data dell'esecuzione (assai raramente il nome dell'autore) e soprattutto la "massima" in latino, italiano o francese. Le quattro meridiane di Bardonecchia sono ubicate in piazza Suspize, via Harbarel, via Fiume e via Pasubio. MUSEO CIVICO: la raccolta di testimonianze della cultura materiale del vecchio borgo montano di Bardonecchia, ordinato nel Museo Civico, mantiene vivi i valori e i ricordi di una società che si è gradualmente e profondamente trasformata; l'economia locale un tempo basata su una povera agricoltura di montagna è stata progressivamente soppiantata dalle attività turistiche. Il museo raccoglie nella sala a piano terreno i reperti legati alla vita ed alle attività turistiche. Il museo raccoglie nella sala a piano terreno i reperti legati alla vita ed alle attività quotidiane. Fra questi risulta il tombolo, lo strumento con il quale si confezionavano i pizzi, la cui lavorazione pare sia stata introdotta in Alta Valle Susa nel XVII secolo. LAVORO E VITA RELIGIOSA: tra gli elementi di arredo delle case di montagna, spicca per la sua semplicità e funzionalità la piattaia, un mobile diffuso in tutte le cucine, carico di piatti e scodelle in stagno e terracotta. Accanto trovano posto due cofani in legno decorato con motivi gotici, adatti a contenere granaglie e farina, e le culle per i bambini che, realizzate con grande cura, costituiscono piccole opere d'arte. Pregevoli sono anche le testimonianze legate alla vita religiosa, come la scultura lignea raffigurante San Giovanni Battista proveniente dall'abbazia della Novalesa, un paramento risalente al '400, statue, stendardi, quadri religiosi e un portarosario intarsiato. Sulle pareti della sala del primo piano sono esposte vecchie fotografie che ritraggono le attività agricole non più praticate. PREZIOSO LEGNO DI PINO: la visita prosegue con svariati attrezzi usati in agricoltura. é da notare che quasi tutti gli oggetti d'uso venivano costruiti intagliando a mano il legno di pino cembro o di meleze, il larice locale. Dello stesso materiale erano anche le tubazioni dell'antico acquedotto, qui presenti. Interessanti sono poi i finimenti completi per cavalli, muli e asini. Un'ultima parte del museo è dedicata al costume femminile locale, simile a quello dei paesi del vicino Delfinato. Di tessuto ruvido e scuro era la veste dei giorni di lavoro, una cappellina di paglia a tesa larga e ornata con nastri colorati che pendevano lungo la schiena riparava dal sole. Uno scialle in seta di diversi colori, a seconda dei diversi tempi liturgici, arricchiva invece la veste in panno nero, indossata nei giorni di festa. INDIRIZZI UTILI Comune di Bardonecchia: Piazza De Gasperi 1, tel. 0122.999988/901222,
fax 0122.96084. |
|
![]() Torna all'homepage |